sabato 23 febbraio 2013
Ipnosi e attacchi di panico - Il trattamento in tempi brevi
La psicoterapia ipnotica ericksoniana appartiene alle scuole di
psicoterapia breve.
Con orientamento breve si intende un trattamento non per questo
incompleto o interrotto, inteso come sola ristrutturazione del sintomo.
Molto spesso infatti il trattamento ipnotico viene associato come
complemento alla psicoterapia in quanto Erickson per primo ha
sperimentato l’intervento focale breve quando l’approccio psicanalitico
prevalente negava la possibilità di cambiamenti stabili e duraturi con
interventi brevi (Gislon, 2001).
Il compito del terapeuta che utilizza l’ipnosi ericksoniana è quello di
facilitare la mobilizzazione di risorse interne di cui il paziente è già
portatore inconsapevole, a livello della mente inconscia, e che il
particolare clima comunicazionale ipnotico rende solo più accessibili,
eludendo le convinzioni limitanti della mente cosciente.
Attraverso l’impiego dell’ ipnosi ericksoniana i tipici schemi
associativi coscienti possono essere temporaneamente sospesi o “messi in
parentesi” per un certo periodo attivando tutta un serie di risorse
inconsce (immagine, credenze, pensieri) che il paziente non pensa
nemmeno di possedere.
Il circolo vizioso della sintomatologia del panico è infatti associabile
a un’ alterazione dello stato di coscienza che avviene spontaneamente
ed improvvisamente senza che il soggetto se ne renda conto, un fenomeno
di dissociazione spontanea ed automatica.
Quello che accade alla persona che sperimenta il panico è un vero e
proprio processo di auto-ipnosi spontanea dove si sviluppano
alterazioni dello stato di coscienza come ad esempio le distorsioni
spazio-temporali, il dialogo interno catastrofico-rimuginativo, le
vivide immagini mentali, l’ipersensibilità somatica e l’ansia
anticipatoria.
Attraverso la dissociazione ipnotica, come descritta nella teoria
neodissociativa di Hilgard (1977) è possibile per lo psicoterapeuta che
utilizza l’ipnosi sfruttare una caratteristica comune a tutti gli
individui, e vistosamente marcata nella persona che sperimenta il
panico, per promuovere un cambiamento nella sintomatologia espressa dal
paziente.
Il terapeuta che utilizza l'ipnosi non suggerisce soluzioni dettate dal
proprio bagaglio di credenze personali, o dalle indicazioni prefissate e
standardizzate del modello teorico della mente abbracciato dal
terapeuta stesso ma, attraverso l’utilizzazione delle regole individuali
e personali del suo interlocutore lo può guidare al di fuori della
situazione problematica che sta vivendo.
La comunicazione terapeutica è infatti orientata , sia con interventi
diretti (osservazioni, suggerimenti paradossali, esplorazioni verbali
con il metamodello), sia con interventi indiretti con o senza trance
formale(metafore,analogie) a ricalcare e guidare il paziente alla
rottura di vecchi o stereotipi schemi(cognitivi ed emotivi)
disfunzionali di percezione ed elaborazione della realtà, per poi
condurlo ad attivare le risorse ristrutturanti presenti nel paziente
stesso.
La terapia mediante l’ipnosi è quindi un processo mediante il quale
aiutare le persone a utilizzare le proprie associazione mentali, ricordi
e potenzialità vitali per raggiungere il proprio scopo terapeutico.
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