a cura del Dr Gaspare Costa
Chi è affetto da attacchi di panico ha sperimentato l’ansia legata alla credenza che, durante l’attacco, possa succedergli qualcosa di terribile come impazzire, perdere il controllo, avere un attacco di cuore o, addirittura, morire. Sono queste paure drammatiche ad allarmare la persona ogni qualvolta si sente ansiosa o si trova in situazioni dove teme possa avere un attacco di panico.
I segnali d’ansia
vengono infatti interpretati come minacce terribili che la persona
deve evitare a tutti i costi. L’interpretazione dei segnali d’ansia come
pericolosi e anticipatori di eventi catastrofici hanno come conseguenza
un ulteriore aumento dell’intensità dell’ansia, e quindi delle
sensazioni fisiologiche che, a circolo vizioso, confermano ed aggravano
l’imminenza dell’evento catastrofico temuto (infarto, pazzia, perdita di controllo, svenimento
etc.). Prima di prendere in considerazione le singole minacce temute
durante l’attacco di panico è opportuno, ancora una volta, sottolineare
come l’ansia e l’attacco di panico rappresentino una risposta di
attacco o fuga, ovvero una reazione psico-fisiologica in cui
l’organismo si prepara, raccogliendo tutte le forze a disposizione, ad
affrontare un pericolo grave. La reazione di attacco o fuga è una
risposta adattiva quando il pericolo è reale mentre diventa disadattava,
come negli attacchi di panico, quando la minaccia e frutto di un
interpretazione catastrofica dei segnali d’ansia. Questa breve premessa
sulla risposta di attacco o fuga è necessaria poiché gran parte degli
eventi temuti nell’attacco di panico ( morte, pazzia, perdita di
controllo, etc.) sono reazioni ad essa
Durante un Attacco di Panico posso Impazzire?
Una delle paure più comuni che spaventano chi soffre di attacchi panico è il timore di poter impazzire
in seguito ad un attacco. Abbiamo visto in precedenza che alcuni
effetti dell’ansia e della risposta di attacco o fuga comportano, specie
in presenza di iperventilazione, sintomi come confusione, senso di stordimento, senso di irrealtà o di stranezza del proprio corpo (dissociazione), senso di irrealtà delle
cose circostanti ( de realizzazione) che possono far temere alla
persona di impazzire. In realtà queste sensazioni strane, bizzarre ed
inconsuete non sono segno di follia ma rappresentano effetti
della risposta di attacco o fuga ed in particolare
dell’iperventilazione. Come abbiamo visto in precedenza
l’iperventilazione innescata dalla paura e dell’ansia ( segnali di falsi
allarmi) ha la funzione di allertare il corpo per fronteggiare un
pericolo, questa risposta comporta l’alterazione del normale equilibrio
tra ossigeno e anidride carbonica con l’effetto di ridurre l’apporto di
ossigeno in alcune aree del corpo e del cervello. Il minor afflusso di
ossigeno provoca i sintomi strani quali:
· Senso di irrealtà. Le
cose diventano più sfumate e meno definite e l’ambiente circostante può
apparire strano,diverso, poco familiare (derealizzazione);
· Stranezza del proprio corpo.
Anche il proprio corpo, o parti di esso, può apparire come irreale o
strano, a volte la persona ha la sensazione che alcune parti di esso,
come le mani o i piedi, non gli appartengono o non riesce a controllarli
( dissociazione)
· Confusione. Durante un attacco di panico la
persona può sentirsi confusa o essere invasa da pensieri che si
accavallano, in ogni modo si sente meno lucida e più vulnerabile.
Queste sensazioni possono far ritenere la persona ,specie durante i primi attacchi di panico,
di essere affetta da una grave malattia mentale come la schizofrenia o
altri disturbi psicotici, aumentando, ovviamente, l’angoscia legata agli
attacchi di panico. Ovviamente la schizofrenia e gli attacchi di panico
sono disturbi completamente differenti: la prima è una condizione
cronica i cui sintomi spesso riguardano alterazioni del pensiero e del
comportamento, deliri, allucinazioni e altre manifestazioni gravi; gli
attacchi di panico sono invece eventi episodici i cui sintomi
psicologici sono scatenati dall’interpretazione catastrofica delle
risposte fisiologiche dell’ansia.
Durante un Attacco di Panico posso Perdere il Controllo?
Come per la pazzia, anche la paura di poter perdere il controllo
rappresenta una minaccia angosciante in chi soffre di attacchi di
panico. In genere la persona teme, durante l’attacco di panico, di
perdere l’abituale controllo di se stesso e fare o dire delle cose
bizzarre, imbarazzanti, strane, vergognose. Anche questa paura è legata
all’attivazione fisiologica della risposta di attacco o fuga. In
sostanza, quello che avviene è semplicemente una reazione di allarme
senza che sia presente un vero pericolo, questa situazione causa una
specie di “eccitamento” che può tradursi nella sensazione di dover
scappare via, di essere confusi, di dover fare qualcosa, di gridare etc.
Anche se la paura di perdere il controllo legata all’ansia e agli attacchi di panico
può essere molto sgradevole in realtà è una eventualità piuttosto
improbabile o, addirittura, nulla. La persona, anche durante la crisi di panico, è fondamentalmente in grado di controllarsi e decidere quello che vuole fare.
Durante un Attacco di Panico posso avere un Attacco di Cuore?
La paura di avere un attacco di cuore
è abbastanza comune negli attacchi di panico tanto, che spesso, la
diagnosi di un attacco di panico viene fatta al pronto soccorso, dopo
attenti esami, dove la persona è giunta temendo appunto un infarto.
Come abbiamo visto in precedenza, l’ansia e la risposta di attacco o
fuga che accompagna la crisi di panico possono essere seguite da diversi
sintomi che possono far pensare a problematiche cardiache. La tachicardia, il possibile dolore al petto,
la fame d’aria e le difficoltà respiratorie possono essere scambiate
per un attacco di cuore specie in chi è al primo attacco di panico.
Ovviamente vi sono delle differenze tra una ischemia cardiaca e l’attacco di panico
anche se i sintomi possono assomigliarsi, ad esempio il dolore al petto
e la mancanza d’aria dell’ischemia di solito sono legati a sforzi
fisici e migliorano con il riposo mentre, nell’attacco di panico,
possono presentarsi all’improvviso e in assenza di sforzi fisici. In
ogni caso gli esami clinici, come l’elettrocardiogramma, possono
differenziare le due condizioni. Ancora una volta dobbiamo soffermarci
sul fatto che l’ansia alimenta se stessa: immaginiamo una persona che
all’improvviso inizia a sentire il cuore che batte più velocemente,
sente dolori al petto ed inizia a mancargli l’aria, è chiaro che in una
situazione del genere la persona si spaventa ed inizia a temere il
peggio. L’ansia provocata da una tale minaccia non fa altro che
aumentare i sintomi (tachicardia, dolori al petto, fame d’aria
etc.) confermando l’interpretazione catastrofica che si sta per avere un
attacco di cuore. Esperienze del genere allarmano la persona per ogni
segnale d’ansia che può essere interpretato come l’inizio di un infarto.
Durante un Attacco di Panico posso Svenire?
La paura di poter svenire durante un attacco di panico
e molto diffusa anche se lo svenimento durante le crisi di panico e
molto raro. Molte persone, specie quelle che sentono il bisogno di
essere sempre presenti a se stessi e hanno un eccessivo bisogno di
controllo, hanno il timore che durante gli attacchi di panico possano svenire
o di non essere più in grado di badare a se stessi. In realtà la paura
dello svenimento è molto spesso legata al timore di essere in balia
degli altri e di subirne l’ostracismo sociale. Spesso la persona
immagina che perdendo i sensi possa esporsi ad umiliazioni, giudizi negativi, compromissione della propria immagine sociale. Come dicevamo all’inizio durante l’attacco di panico lo svenimento
è un evento alquanto raro poiché, come abbiamo visto parlando della
risposta di attacco o fuga che causa il panico, l’organismo si prepara
a fronteggiare una minaccia e quindi più che svenire mette in atto una
risposta di ipervigilanza, di reattività, di attacco o fuga.
Effettivamente durante la crisi di panico tutto sembra accelerato e gli effetti dell’ansia, e dell’adrenalina, hanno come risultato quello di “eccitare” più che perdere i sensi. Tra l’altro durante l’attacco di panico si ha tachicardia e
aumento della pressione arteriosa che difficilmente sono compatibile
con lo svenimento o il collasso. L’ultima considerazione riguarda
proprio la risposta di attacco o fuga, che senso avrebbe allarmarsi per
l’arrivo di un pericolo se poi dobbiamo svenire? Dinnanzi ad un
aggressione, ad un incendio, ad un animale feroce, il pensiero che
passa è quello di fuggire non di svenire.
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