domenica 24 febbraio 2013

Il panico: uno spavento che dà coraggio

                                            

Gli attacchi di panico arrivano per scuoterci, per rompere le maschere che troppe volte indossiamo: per questo occorre lasciarli sfogare
Tutti quelli che hanno vissuto gli attacchi di panico li ricordano per sempre. Che cosa li rende tanto traumatici da non poter essere dimenticati? Se lo chiedessimo a chi ne soffre, probabilmente risponderebbe: «Come posso scordare di essere stato investito da un'energia potentissima e sconvolgente? In quei momenti era come se un treno mi fosse arrivato addosso». Gli attacchi di panico sono fondamentalmente scosse energetiche che irrompono e travolgono.

Perché arrivano gli attacchi di panico
Tutti gli esseri viventi sono attraversati da una carica di energia, che deve essere lasciata libera di scorrere. Gli animali lo fanno benissimo, perché l'istinto li spinge ad assecondare la propria natura. Gli uomini, purtroppo, possono frenare questa energia, comprimerla, o incanalarla secondo percorsi innaturali: ciò dipende dalle maschere sociali, dai modelli di comportamento sbagliati nei quali ci identifichiamo, dalla necessità di piacere, di essere accettati, o da un senso del dovere che ci fa prendere in carico pesi emotivi sacrificando i nostri veri desideri. Ecco l'origine degli attacchi di panico: qualcosa dentro di noi si è ribellato, non potendo più sopportare il nostro modo di utilizzare (o meglio di non utilizzare) l'energia di cui disponiamo.

Chi è più a rischio di soffrire di attacchi di panico
Esistono differenti stili di vita e tipologie di comportamento che favoriscono l'insorgere degli attacchi di panico. "Ingabbiare" la mente in valori assoluti in cui credere, in regole sociali cui è obbligatorio aderire, in un metro di giudizio fisso che adottiamo nei confronti degli altri come di noi stessi: sono comportamenti, modi di pensare e di esprimersi che finiscono per starci troppo stretti, soffocando la nostra autenticità. A rischio anche il moralismo "tutto d'un pezzo", il romanticismo da fotoromanzo, il perfezionismo, l'ansia di normalità a tutti i costi. In sintesi, tutti i modelli rigidi che non corrispondono alla nostra natura, che è per principio mutevole e flessibile. Quando ci adeguiamo a questi standard, rinunciamo a vivere. Allora l'energia compressa potrà allora esplodere negli attacchi di panico, per rompere le gabbie mentali in cui ci siamo auto-imprigionati.

Le regole per il partner, i familiari e gli amici di chi ne soffre
Chi soffre di attacchi di panico può uscirne da solo, ma spesso è preferibile farsi aiutare da uno psicoterapeuta. E chi gli sta vicino? Ecco una miniguida per orientarsi ed evitare gli errori.

Per il partner: fallo sentire in salvo
Utilizza la confidenza fisica tra voi due per riagganciare il tuo partner alla realtà e per farlo sentire al sicuro. Abbraccialo, stagli fisicamente vicino.

Per i familiari: lasciatelo parlare
Non cercate di sdrammatizzare o di negare il problema. Siate presenti, senza criticarlo e senza mostrare fastidio. Fatelo parlare finché si distrae.

Per gli amici: chiedete cosa desidera
Chiedetegli di cosa ha bisogno e che cosa potete fare per lui. Siate sempre solidali e fategli capire che, se starà male, non sarà un problema per voi, che sarete lì con lui.

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