Cause degli attacchi di panico
A prescindere dal tipo di causa scatenante, gli attacchi di panico hanno comunque un comune denominatore, che consiste nell'essere determinati da una sorta di circolo vizioso di ansia in grado di originare altra ansia. In una persona predisposta a questo genere di attacchi, un semplice stato d'ansia può infatti trasformarsi molto velocemente in qualcosa di più serio per l'inconscio auto-convincimento di avere qualche grave malattia, di impazzire o di perdere il controllo, secondo una crescita esponenziale di pensieri negativi e catastrofici in grado di peggiorare fortemente la situazione di partenza, sino ad arrivare al classico attacco di panico.
Casi tipici di attacchi di panico
Si è stimato che gli attacchi di panico siano diffusi soprattutto tra i giovani e le donne e che si arrivi fino al 10% di persone sane che in un anno manifestino almeno una volta questo disturbo. Quando si verifica un attacco di panico, soprattutto nei casi associati a fobie specifiche, la durata del disturbo non si protrae a lungo e si attenua rapidamente una volta che viene meno l'elemento scatenante. Tuttavia i casi di ansia cronica possono portare a una serie di attacchi di panico che si ripetono regolarmente e che sono in grado di condurre una persona a un grave stato di esaurimento nervoso. Gli stati fisici che vengono attraversati da una persona sotto attacco di panico consistono prima di tutto in un forte senso di paura, che stimola il rilascio di adrenalina e il conseguente aumento della frequenza cardiaca (tachicardia) e della respirazione (iperventilazione) che portano a sudorazione e a intensi dolori addominali e muscolari, destinati comunque a scomparire una volta terminato l'attacco, ma con forti conseguenze debilitanti per l'organismo.
Cure degli attacchi di panico
Esistono diverse cure specifiche per gli attacchi di
panico, ma bisogna primariamente stare attenti a non confonderli
erroneamente con cardiopatie o altre malattie più gravi, con le quali
condividono alcuni sintomi, onde evitare di aggravare la situazione. Vale
anche il discorso opposto: gli attacchi di panico costituiscono un problema
serio e sarebbe imprudente sottovalutarli senza intervenire in alcun modo.Classicamente, tra le possibili cure, gli effetti migliori si hanno con alcuni farmaci (antidepressivi e ansiolitici) e con la psicoterapia. Quest'ultima viene impiegata con terapie orientate alla soluzione dei sintomi, cercando di insegnare i metodi per ridurre l'ansia e per migliorare l'approccio nei confronti di alcune fobie, arrivando a buoni risultati in circa il 70% dei pazienti. I farmaci vengono impiegati prevalentemente per gli attacchi di panico provocati da fobie specifiche, andando ad agire sulle relative connessioni psicologiche, interrompendole momentaneamente e riducendone comunque la frequenza in futuro. Gli antidepressivi devono avere una posologia quotidiana, mentre gli ansiolitici (come il Valium e lo Xanax) vengono assunti durante gli attacchi di panico o se si prevede un loro scatenarsi.
Infine, per chi è soggetto ad attacchi di panico, bisogna ricordare l'importanza di una struttura di supporto (famiglia e amici) in grado di comprendere la situazione e, in molti casi, di aumentare la rapidità di guarigione. Spesso accade durante l'attacco di sviluppare una paura immediata e irrazionale, che può tuttavia essere dispersa da una persona che conosca la situazione. Per una cura più seria e attiva bisogna infine ricordare i gruppi di supporto per i malati d'ansia, che possono aiutare le persone a comprendere e ad affrontare il disturbo.
I soggetti "sani" - Poiché un'alta percentuale di chi presenta attacchi di panico è normalmente considerata facente parte della popolazione sana, cioè senza evidenze di patologie psichiche anche lievi, è utile affrontare il problema in chiave più moderna cercando (dopo gli interventi di emergenza del caso) di portare il soggetto verso una personalità più equilibrata. Spesso infatti sono le personalità svogliata, irrazionale, debole, fobica quelle più a rischio.
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