Nel disturbo di panico vi è un attacco improvviso, e spesso inspiegabile, caratterizzato da un numero elevato di sintomi: dispnea (difficoltà di respiro, senso di affanno), palpitazioni, nausea, dolore al petto, sensazioni di soffocamento e asfissia, nausea, dolore al petto, capogiri, sudorazione e tremori, intensa apprensione, terrore e sensazione di disastro incombente. Inoltre la persona può essere assalita e sopraffatta da un senso di depersonalizzazione e di derealizzazione.
La depersonalizzazione consiste nel percepirsi come distaccati da se
stessi e dal proprio corpo; la derealizzazione è costituita invece da un
senso di irrealtà del mondo. Altri sintomi frequenti sono la paura di perdere il controllo, di diventare pazzo o persino di morire.
Gli
attacchi di panico possono verificarsi di frequente, per esempio una
volta alla settimana o persino più spesso; in genere durano qualche
minuto, raramente si protraggono per ore; a volte risultano associati a
situazioni specifiche, per esempio guidare l'auto. Quando sono
fortemente associati a fattori scatenanti di tipo situazionale, vengono
definiti attacchi di panico causati dalla situazione (o provocati
dalla situazione); quando tra l'esposizione allo stimolo e l'attacco
esiste sì una relazione, ma meno forte rispetto al caso precedente, si
parla di attacchi di panico sensibili alla situazione. Molto spesso tra un attacco di panico e l'altro è presente una forte ansia da anticipazione (vedi glossario).
Infine, gli attacchi possono verificarsi anche in presenza di stati
mentali in apparenza benigni, come durante il rilassamento o il sonno,
oppure in situazioni in cui paiono essere del tutto ingiustificati; in
questi casi si parla di attacchi di panico inaspettati (non provocati).
Il
tasso di prevalenza del disturbo di panico nell'arco della vita è del
2% circa negli uomini e di oltre il 5% nelle donne (Kessler et al.,
1984). Il disturbo insorge tipicamente nell'adolescenza e la sua
comparsa è associata ad esperienze di vita particolarmente stressanti
(Pollard, Pollard e Corn, 1989).
Secondo le direttive del DSM IV tale disturbo d'ansia prevede la presenza oppure l'assenza di agorafobia. L'agorafobia (dal greco agorà, che significa <<piazza del mercato>>) è un insieme di varie paure che hanno principalmente per oggetto i luoghi
pubblici e frequentati, dai quali potrebbe essere difficoltoso
allontanarsi o nei quali potrebbe non essere disponibile un aiuto nel
caso che l'individuo venga colpito da un attacco di panico.
Semplificando molto le cose, si potrebbe riassumere l'agorafobia come la
paura di avere un attacco di panico. Sono presenti la paura di andare
per negozi a fare compere, la paura di ritrovarsi in mezzo alla folla e
quella di viaggiare. Chi soffre di agorafobia prova spesso un forte
disagio nell'allontanarsi di casa, e può anche evitare completamente di
farlo. In questi casi si parla di disturbo di panico con agorafobia.
Il
disturbo di panico è molto frequente fra coloro che soffrono già di un
altro disturbo d'ansia, per esempio nel caso in cui sia presente il
disturbo d'ansia generalizzato o una fobia (Sanderson et al., 1990);
molto comune è anche la coesistenza del disturbo di panico e del disturbo depressivo maggiore (Breier et al., 1986).
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