martedì 26 febbraio 2013

Altre cure per gli attacchi di panico

Dire semplicemente “attacchi di panico” non significa automaticamente sapere che tipo di terapia intraprendere, in quanto tutta un serie di quadri clinici sono compatibili con questo sintomo. Quindi secondo noi non ha molto senso di parlare di tecniche specifiche per gli attacchi di panico che mirano esclusivamente a neutralizzare il solo sintomo. L’individuo, se arriva a sviluppare un sintomo è perché si trova incastrato in situazioni della vita da cui non è in grado di uscire da solo, e non potrebbe essere altrimenti, visto che è l’individuo stesso che crea tali situazioni, anche se probabilmente non se ne rende conto. È per questo motivo che l’unico approccio che tratta direttamente con le cause del sintomo è l’approccio analitico. (Si veda la terapia per gli attacchi di panico)

Esistono comunque altri approcci che mirano ad escludere solo il sintomo, tramite l’uso di tecniche, che qui di seguito descriviamo brevemente. (Si veda anche curare gli attacchi di panico) Ricordiamo tuttavia che in molti casi, affrontare soltanto il sintomo, invece che le cause profonde, equivale a, per usare una metafora, coprire con una toppa una camera d’aria bucata. Toppa che può funzionare per breve tempo e che a lungo andare rende poi più difficoltosa la cura completa del sintomo e la risoluzione delle situaizioni problematiche dell’individuo.

Tecniche cognitive per curare gli attacchi di panico

La prima parte della cura è soprattutto informativa; alcune persone vengono già aiutate per il semplice fatto di comprendere esattamente che cosa è un disturbo da attacchi di panico, e che molti altri soffrono dello stesso problema. In alcuni casi, dunque, curare gli attacchi di panico significa semplicemente conoscere più approfonditamente il fenomeno. Molte persone che soffrono del disturbo da attacchi di panico temono che gli attacchi significhino che stanno “impazzendo” o che il panico possa indurre un attacco di cuore. La “ristrutturazione cognitiva” (il cambiamento del modo di pensare) aiuta le persone a rimpiazzare questi pensieri con modi più realistici e positivi di vedere gli attacchi.
Con il susseguirsi delle sessioni del trattamento le tecniche cognitive possono aiutare il paziente a identificare i possibili fattori scatenanti degli attacchi. In un caso specifico il fattore scatenante può essere un pensiero, una situazione o qualcosa di impercettibile come un leggero cambio nel battito cardiaco. Una volta che il paziente capisce che l’attacco di panico è separato e indipendente dal fattore scatenante, questo fattore comincia a perdere un po’ del suo potere nell’indurre un attacco.

Tecniche comportamentali per curare gli attacchi di panico

La componente comportamentale della terapia può consistere in ciò che un gruppo di clinici ha definito “esposizione interocettiva” (o anche esposizione enterocettiva). Questa è simile, per alcuni aspetti, alla desensibilizzazione sistematica usata per curare le fobie, ma ciò su cui si concentra è l’esposizione delle sensazioni fisiche che qualcuno sperimenta durante un attacco di panico.
Le persone con il disturbo da attacchi di panico sono più spaventate dall’attacco vero e proprio che da oggetti o eventi; per esempio, spesso la loro paura di volare non consiste nel pensare che l’aereo possa cadere, ma nel pensare di poter avere un attacco di panico in un posto, l’aereo appunto, in cui non possono ricevere aiuto. Altri non bevono caffè o non vanno in un ambiente surriscaldato perché temono che questi possano scatenare i sintomi di un attacco di panico.
L’esposizione interocettiva può aiutare queste persone a sperimentare i sintomi di un attacco (frequenza cardiaca elevata, vampate di calore, sudorazione, e così via) in condizioni controllate e insegnare loro che questi sintomi non devono necessariamente svilupparsi in un attacco completo. Le tecniche comportamentali vengono usate anche per trattare gli evitamenti situazionali associati con gli attacchi di panico. Un trattamento per le fobie efficace è l’esposizione dal vivo, che nei termini più semplici significa frantumare una situazione spaventosa in passi piccoli e maneggevoli facendone uno per volta finché viene padroneggiando il livello più difficile. Va detto tuttavia che questa tecnica in passato si è rivelata inutilmente traumatica, e nel caso si debbano curare gli attacchi di panico nello stesso soggetto, le tecniche più consigliate rimangono altre (come la desensibilizzazione sistematica immaginativa usata in ipnosi o in autoipnosi, per esempio).
Le tecniche di rilassamento possono aiutare ulteriormente qualcuno a superare un attacco di panico. Queste tecniche includono una rieducazione alla respirazione e la visualizzazione positiva. Alcuni esperti hanno scoperto che le persone con disturbo da attacchi di panico tendono ad avere una frequenza di respirazione leggermente più alta del normale. Imparare a rallentare la frequenza respiratoria può aiutare qualcuno ad vincere gli attacchi di panico e può anche prevenire futuri attacchi.

Rimedi per gli attacchi di panico (I): i farmaci

In alcuni casi possono servire anche i farmaci. Possono essere prescritti farmaci ansiolitici così come antidepressivi e qualche volta farmaci per le cardiopatie (come i beta-bloccanti) che vengono usati per controllare il battito cardiaco irregolare.

Rimedi per gli attacchi di panico (II): i gruppi di discussione

Infine un gruppo di supporto con altri che soffrono di disturbo da attacchi di panico può essere molto utile per alcune persone. È stato riscontrato che anche in caso di comunità virtuali, il senso di accoglienza e la condivisione di problematiche comuni può avere alcuni effetti benefici. Naturalmento questo non può prendere il posto di una terapia, ma può essere un’utile aggiunta.
Se si soffre di disturbo da attacchi di panico, queste terapie possono aiutare. Ma non si possono fare da soli; tutti questi trattamenti devono essere strutturati e prescritti da uno psicoterapeuta regolarmente iscritto all’albo nazionale.

Durata della terapia necessaria per vincere gli attacchi di panico definitivamente

Soprattutto con le terapie di tipo cognitivo o comportamentali, il successo del trattamento dipende soprattutto dalla buona volontà di seguire il piano del trattamento prescritto. Dalla quantità e qualità degli esercizi svolti, che a volte possono essere veramente invasivi, come quello di tenere diari durante l’arco della giornata. Spesso gli psichiatri e gli psicologi cognitivo-comportamentali, fissano un numero limitato di sedute, di solito abbastanza ristretto, tipo 10 – 20 sessioni, spiegando in anticipo che i risultati dovrebbero arrivare ma, se non arrivano, allora si fa di nuovo il punto della situazione e si stabilisce un altro piano di trattamento. L’individuo si trova così indotto a seguire un altro piano di trattamento, finché, se i risultati non arrivano, non perde la fiducia nella psicoterapia tour-court e si rassegna al sintomo o alla dipendenza da farmaci.

Bisogna tenere in mente, comunque, che il disturbo da attacchi di panico, come ogni altro disturbo emozionale, non è qualcosa che ci si può diagnosticare o curare da soli. Uno psicoterapeuta o uno psichiatra esperti sono le persone più qualificate per fare la diagnosi, così come sono gli unici professionisti qualificati per trattare questo disturbo. Queste pagine sono state pensate per rispondere alle domande più basilari riguardo il disturbo, ma se si vogliono avere delle informazioni più complete per curare gli attacchi di panico, allora occorre andare a trovare uno psicoterapeuta esperto.

Una terapia per il disturbo di panico

L’assunto è che con le tecniche adeguate non c’è bisogno di percorsi molto lunghi e costosi. Solitamente, anche se la terapia si può prolungare, la maggior parte dei risultati avvengono in tempi relativamente brevi. La terapia viene costruita su misura dell’individuo, all’interno di un setting che si prende cura dell’individuo visto come soggetto, non come contenitore di sintomi.
Vale la pena far notare che, sebbene possa essere necessario assumere dei farmaci, la loro prescrizione troppo frettolosa, soprattutto in assenza di una terapia psicologica può essere dannosa.
La terapia per gli attacchi di panico può essere vista come la preparazione fisica di un calciatore precedentemente infortunato da parte del suo allenatore, il coach della squadra, in vista del suo rientro in campo. Questa metafora è corretta da diversi punti di vista, che vale la pena evidenziare.
Il calciatore, a causa del suo infortunio, non è in grado di funzionare come prima, così la persona che soffre di attacchi di panico ha delle limitazioni nella sua vita lavorativa, sociale, personale. Diciamo che torna a bordo campo con il gesso ad una gamba per vedere gli altri giocare.
Per continuare questa metafora, immaginiamo che il calciatore in questione non sappia che il suo infortunio possa essere guarito o che non sappia come fare. Poniamo che il calciatore dopo essersi fatto mettere il gesso alla gamba da un medico, abbia provato da solo rimedi errati come rifiutandosi di togliere il gesso per cercare di evitare il dolore, cercando finanche di allenarsi con il gesso e finendo magari con lo stare immobile sulla panchina per paura di farsi ancora più male. Il cliente comincia a prendere farmaci tranquillanti, poi non ne può fare a meno. E anche così dopo un po’ continua ad avere gli attacchi di panico. Quindi aumenta la dose, a volte anche senza un parere medico, e questo potrebbe andare avanti per anni, se non si decide, prima o poi, a fare una terapia psicologica sotto il controllo di uno psicologo o di uno psichiatra che abbia un’adeguata preparazione psicoterapeutica.
Più il calciatore infortunato continua a portare il gesso e a stare seduto immobile, però più qualunque movimento risulta essere doloroso, con i muscoli che hanno cominciato ad atrofizzarsi e non sanno che dovrebbero fare fisioterapia… Alcune persone che soffrono di disturbo di panico da tanti anni si trovano in una situazione dolorosamente analoga. Le dosi dei farmaci aumentano con lo scorrere del tempo, mentre sembrano aumentare, dopo situazioni di temporaneo miglioramento, sia la frequenza che l’intensità degli attacchi di panico.
A qualcuno questa metafora paradossale sembrerà sinistramente familiare, purtroppo. Eppure molto spesso qualcuno di noi è portato a pensare, spesso grazie ad esperienze sbagliate con operatori del settore, sia medici che psicologi (magari ottimi professionisti ma con un approccio terapeutico non orientato alla risoluzione di questo disturbo), che per il panico in alcuni casi non c’è speranza. Questo non è mai vero. Anche se non è possibile promettere la guarigione completa a tutti, è quasi sempre vero che la situazione, con una terapia psicologica adeguata, può migliorare sempre. Casomai può essere una questione di durata più o meno lunga della terapia.

Tecniche

E’ nostra personale opinione, dopo aver considerato la letteratura scientifica in merito a vari studi e metastudi sulla comparazione dei trattamenti di persone sofferenti di disturbi di ansia e di attacchi di panico in particolare, che l’uso della psicoanalisi è in grado non solo di risolvere in un tempo relativamente breve il sintomo in sé, ma anche e soprattutto le situazioni che complicano la vita al soggetto e che, in ultima istanza, sono ciò che porta l’insorgenza del sintomo.

Diagnosi dinamica

I percorsi individuali patogenetici che portano al disturbo di panico possono essere più di uno. Una situazione di dipendenza da una figura genitoriale, un cambiamento inatteso o non voluto in uno dei momenti cruciali della propria vita, il semplice apprendimento di un comportamento (quello dell’attacco di panico) imparato da altri componenti della famiglia, una situazione particolarmente stressante, una parte di sé che non accetta uno stato di cose ritenuto fino ad allora adeguato.
Anche se apparentemente l’individuo è perfettamente tranquillo e non è affatto ansioso, a volte un piccolo trauma o una delusione possono dare luogo al primo attacco di panico. Se per le cause appena menzionate, al primo seguono altri attacchi di panico, a prescindere da quale sia la reale causa sottostante, si può instaurare il meccanismo patologico del disturbo di panico.
Un colloquio attento ai dettagli può aiutare a inquadrare la situazione generale dell’individuo rispetto agli attacchi di panico senza interpretarla o forzarla in uno stereotipo. Ogni individuo è diverso da ciascun altro, e la diagnosi ha lo scopo di raccogliere informazioni, un po’ per volta, intervenendo contemporaneamente in maniera terapeutica.

Durata della terapia

La terapia non prevede un numero definito di incontri, perché questo numero dipende in gran parte dagli individui e da come si affronta la terapia. La durata, comunque, dipende in maniera preponderante da quanto tempo si soffre del disturbo di panico.
Se ci sono persone che ne soffrono da parecchi anni, è più difficile che queste possano guarire completamente in tempi molto rapidi. Anche se in molti casi alcuni, risultati importanti si possono vedere dopo poche sedute, come una riduzione dei farmaci tranquillanti, oppure della frequenza degli attacchi di panico, oppure dell’intensità degli attacchi di panico, oppure della durata dell’attacco di panico.
Se gli obiettivi del soggetto dovessero essere irrealistici il terapeuta, come l’allenatore della metafora, se vede il calciatore particolarmente motivato, può decidere, senza per questo mettere a rischio l’incolumità del suo protetto, di prepararlo per una partita importante che si tiene in un tempo molto ristretto. Se allenatore e calciatore hanno visto giusto, l’allenamento specifico risulta efficace e il calciatore può giocare almeno in parte la partita, e l’obiettivo sportivo viene raggiunto. Fuori di metafora, questo significa che se il cliente e il terapeuta raggiungono l’obiettivo concordato nei tempi prefissati, il paziente può continuare ad intervalli via via maggiori dopo che, secondo il terapeuta, avvengono le condizioni adatte.

A chi rivolgersi per la terapia anti-panico

La terapia per il disturbo di panico viene svolta dal dr. Paolo D’Alessandro, psicologo-psicoterapeuta, nel suo studio di Roma.

Sintomi degli attacchi di panico

Diagnosi del disturbo di panico

Anche se solo uno psicologo o uno psichiatra può diagnosticare un disturbo di panico (o "disturbo da attacchi di panico", DAP), ci sono alcuni sintomi degli attacchi di panico che possono essere identificati facilmente.
In uno studio recente si è scoperto che negli Stati Uniti in alcuni casi le persone hanno visto dieci o più medici prima che il disturbo fosse loro correttamente diagnosticato, e che solo una persona su quattro che ha il disturbo riceve il trattamento di cui necessita. Ecco perché è molto importante sapere quali sono i sintomi ed essere sicuri di ricevere l’aiuto giusto.
Molte persone sperimentano attacchi di panico occasionali e se si sono avuti uno o due di questi attacchi, probabilmente non vi è alcun bisogno di preoccuparsene. Il sintomo chiave del disturbo di attacco di panico è la paura persistente di avere attacchi di panico nel futuro. Se si soffre di attacchi di panico ripetuti (quattro o più) e soprattutto se si è avuto un attacco di panico e si vive nella paura continua di averne un altro, questo è il segnale che si dovrebbe considerare l’aiuto di uno psicologo professionista che sappia trattare disturbi di attacchi di panico e di ansia.

I sintomi degli attacchi di panico, ovvero: come riconoscere un attacco

Un attacco di panico esplode all’improvviso con una paura travolgente che viene senza avvisaglie e senza alcuna ragione apparente. È molto più intensa della sensazione di spavento dovuto a qualcosa di specifico che la maggior parte delle persone può avere sperimentato. I sintomi dell’attacco di panico includono:
  • aumento della frequenza cardiaca
  • difficoltà di respirazione, sensazione di non riuscire ad inalare aria a sufficienza
  • terrore quasi paralizzante
  • vertigini, stordimento o nausea
  • tremori più o meno forti e sudorazione
  • soffocamento, dolori al torace
  • vampate di calore o senso di freddo improvviso
  • torpore o formicolio alle dita
  • paura di impazzire o di stare per morire

Sintomi degli attacchi di panico: cosa significano

Questi sintomi somigliano alla classica risposta "attacca o fuggi" che gli esseri umani sperimentano quando sono in una situazione di pericolo. Durante un attacco di panico, invece, questi sintomi sembrano spuntare fuori dal nulla. Possono capitare in situazioni apparentemente inoffensive, addirittura mentre si dorme.

La causa sostanzialmente può essere imputata a due fattori: mentale e fisico. Si rimanda alla pagina sulla causa degli attacchi di panico per ulteriori approfondimenti.

Ulteriori note sui sintomi degli attacchi di panico

Oltre ai sintomi degli attacchi di panico sopra esposti, un attacco di panico è contrassegnato dalle seguenti condizioni:
  • Capita improvvisamente, senza preavviso e senza modo di fermarlo
  • Il livello di paura non è affatto proporzionale alla situazione corrente. In realtà, spesso non è affatto correlato.
  • Dura da pochi minuti a mezz’ora circa; il corpo non riesce a sostenere la risposta "attacca o fuggi" più a lungo di così. Attacchi di panico ripetuti possono tuttavia ricorrere di continuo per ore.
Un attacco di panico non è pericoloso, ma può essere terrificante, soprattutto perché si sente di perdere completamente il controllo. Il disturbo è così grave non solo per via degli attacchi di panico in sé, ma anche perché spesso porta ad altre complicazioni quali fobie, depressione, abuso di sostanze, complicazioni mediche e perfino suicidio. Gli effetti possono variare dal deterioramento delle relazioni sociali all’incapacità completa di affrontare il mondo esterno.

Evitamento situazionale

Di fatto le fobie che sviluppano le persone con disturbo da attacchi di panico non vengono dalla paura di oggetti o eventi reali, ma piuttosto dalla paura di avere un altro attacco. In alcuni casi, le persone eviteranno certi oggetti o situazioni (evitamento situazionale) per via della loro paura che queste possano far scaturire un altro attacco e subire ancora i sintomi degli attacchi di panico.

Attacchi di panico

L’ansia

L’ansia come insieme di disturbi. I suoi componenti sono: il panico, le fobie, l’ossessione e la compulsione, lo stress da trauma.
Di solito si suddivide l’ansia nelle sue diverse manifestazioni:
  • il panico
  • le fobie
  • l’ossessione e la compulsione
  • lo stress da trauma
  • l’ansia generalizzata
L’ultima manifestazione in realtà è oggetto di dubbi per alcuni esperti. Infatti, considerato che il livello d’ansia è più o meno sempre presente in alcuni individui che ne soffrono e visto che i farmaci non possono curarla, ma solo attenuarne gli effetti, ci si chiede, se non sia il caso di considerare l’ansia un tratto di personalità, invece che un disturbo.

L’ansia è un insieme di disturbi.

Sicuramente disturbi d’ansia e come tali curabili, sono invece il panico (che si cura con relativa facilità se preso agli esordi, mentre la cura diventa via via più lunga a mano a mano che si interviene con una terapia di tipo psicologico dopo molto tempo), le fobie (che si curano più o meno rapidamente a seconda dell’intensità dell’ansia associata e dal livello di impedimento che le fobie producono), l’ossessione e la compulsione (che si curano tanto più facilmente quanto più sono isolate da altri disturbi), il disturbo post-traumatico da stress (il cui decorso può essere più lungo degli altri disturbi, ma anche in questo caso dipende da quanto è limitante il disturbo).
In generale si può affermare che i disturbi d’ansia  hanno due dei  primati importanti secondo il manuale diagnostico dei disturbi psicologici per eccellenza, il DSM-IV (TR).
  1. I disturbi d’ansia sono fra i disturbi psicologici più diffusi tra la popolazione;
  2. I disturbi d’ansia, fra tutti i disturbi psicologici, sono fra i più facilmente curabili con la psicoterapia breve.

Attacchi di panico

Altre cure per gli attacchi di panico

Dire semplicemente “attacchi di panico” non significa automaticamente sapere che tipo di terapia intraprendere, in quanto tutta un serie di quadri clinici sono compatibili con questo sintomo. Quindi secondo noi non ha molto senso di parlare di tecniche specifiche per gli attacchi di panico che mirano esclusivamente a neutralizzare il solo sintomo. L’individuo, se arriva a sviluppare un sintomo è perché si trova incastrato in situazioni della vita da cui non è in grado di uscire da solo, e non potrebbe essere altrimenti, visto che è l’individuo stesso che crea tali situazioni, anche se probabilmente non se ne rende conto. È per questo motivo che l’unico approccio che tratta direttamente con le cause del sintomo è l’approccio analitico. (Si veda la terapia per gli attacchi di panico)

Esistono comunque altri approcci che mirano ad escludere solo il sintomo, tramite l’uso di tecniche, che qui di seguito descriviamo brevemente. (Si veda anche curare gli attacchi di panico) Ricordiamo tuttavia che in molti casi, affrontare soltanto il sintomo, invece che le cause profonde, equivale a, per usare una metafora, coprire con una toppa una camera d’aria bucata. Toppa che può funzionare per breve tempo e che a lungo andare rende poi più difficoltosa la cura completa del sintomo e la risoluzione delle situaizioni problematiche dell’individuo.

Tecniche cognitive per curare gli attacchi di panico

La prima parte della cura è soprattutto informativa; alcune persone vengono già aiutate per il semplice fatto di comprendere esattamente che cosa è un disturbo da attacchi di panico, e che molti altri soffrono dello stesso problema. In alcuni casi, dunque, curare gli attacchi di panico significa semplicemente conoscere più approfonditamente il fenomeno. Molte persone che soffrono del disturbo da attacchi di panico temono che gli attacchi significhino che stanno “impazzendo” o che il panico possa indurre un attacco di cuore. La “ristrutturazione cognitiva” (il cambiamento del modo di pensare) aiuta le persone a rimpiazzare questi pensieri con modi più realistici e positivi di vedere gli attacchi.
Con il susseguirsi delle sessioni del trattamento le tecniche cognitive possono aiutare il paziente a identificare i possibili fattori scatenanti degli attacchi. In un caso specifico il fattore scatenante può essere un pensiero, una situazione o qualcosa di impercettibile come un leggero cambio nel battito cardiaco. Una volta che il paziente capisce che l’attacco di panico è separato e indipendente dal fattore scatenante, questo fattore comincia a perdere un po’ del suo potere nell’indurre un attacco.

Tecniche comportamentali per curare gli attacchi di panico

La componente comportamentale della terapia può consistere in ciò che un gruppo di clinici ha definito “esposizione interocettiva” (o anche esposizione enterocettiva). Questa è simile, per alcuni aspetti, alla desensibilizzazione sistematica usata per curare le fobie, ma ciò su cui si concentra è l’esposizione delle sensazioni fisiche che qualcuno sperimenta durante un attacco di panico.
Le persone con il disturbo da attacchi di panico sono più spaventate dall’attacco vero e proprio che da oggetti o eventi; per esempio, spesso la loro paura di volare non consiste nel pensare che l’aereo possa cadere, ma nel pensare di poter avere un attacco di panico in un posto, l’aereo appunto, in cui non possono ricevere aiuto. Altri non bevono caffè o non vanno in un ambiente surriscaldato perché temono che questi possano scatenare i sintomi di un attacco di panico.
L’esposizione interocettiva può aiutare queste persone a sperimentare i sintomi di un attacco (frequenza cardiaca elevata, vampate di calore, sudorazione, e così via) in condizioni controllate e insegnare loro che questi sintomi non devono necessariamente svilupparsi in un attacco completo. Le tecniche comportamentali vengono usate anche per trattare gli evitamenti situazionali associati con gli attacchi di panico. Un trattamento per le fobie efficace è l’esposizione dal vivo, che nei termini più semplici significa frantumare una situazione spaventosa in passi piccoli e maneggevoli facendone uno per volta finché viene padroneggiando il livello più difficile. Va detto tuttavia che questa tecnica in passato si è rivelata inutilmente traumatica, e nel caso si debbano curare gli attacchi di panico nello stesso soggetto, le tecniche più consigliate rimangono altre (come la desensibilizzazione sistematica immaginativa usata in ipnosi o in autoipnosi, per esempio).
Le tecniche di rilassamento possono aiutare ulteriormente qualcuno a superare un attacco di panico. Queste tecniche includono una rieducazione alla respirazione e la visualizzazione positiva. Alcuni esperti hanno scoperto che le persone con disturbo da attacchi di panico tendono ad avere una frequenza di respirazione leggermente più alta del normale. Imparare a rallentare la frequenza respiratoria può aiutare qualcuno ad vincere gli attacchi di panico e può anche prevenire futuri attacchi.

Rimedi per gli attacchi di panico (I): i farmaci

In alcuni casi possono servire anche i farmaci. Possono essere prescritti farmaci ansiolitici così come antidepressivi e qualche volta farmaci per le cardiopatie (come i beta-bloccanti) che vengono usati per controllare il battito cardiaco irregolare.

Rimedi per gli attacchi di panico (II): i gruppi di discussione

Infine un gruppo di supporto con altri che soffrono di disturbo da attacchi di panico può essere molto utile per alcune persone. È stato riscontrato che anche in caso di comunità virtuali, il senso di accoglienza e la condivisione di problematiche comuni può avere alcuni effetti benefici. Naturalmento questo non può prendere il posto di una terapia, ma può essere un’utile aggiunta.
Se si soffre di disturbo da attacchi di panico, queste terapie possono aiutare. Ma non si possono fare da soli; tutti questi trattamenti devono essere strutturati e prescritti da uno psicoterapeuta regolarmente iscritto all’albo nazionale.

Durata della terapia necessaria per vincere gli attacchi di panico definitivamente

Soprattutto con le terapie di tipo cognitivo o comportamentali, il successo del trattamento dipende soprattutto dalla buona volontà di seguire il piano del trattamento prescritto. Dalla quantità e qualità degli esercizi svolti, che a volte possono essere veramente invasivi, come quello di tenere diari durante l’arco della giornata. Spesso gli psichiatri e gli psicologi cognitivo-comportamentali, fissano un numero limitato di sedute, di solito abbastanza ristretto, tipo 10 – 20 sessioni, spiegando in anticipo che i risultati dovrebbero arrivare ma, se non arrivano, allora si fa di nuovo il punto della situazione e si stabilisce un altro piano di trattamento. L’individuo si trova così indotto a seguire un altro piano di trattamento, finché, se i risultati non arrivano, non perde la fiducia nella psicoterapia tour-court e si rassegna al sintomo o alla dipendenza da farmaci.

Bisogna tenere in mente, comunque, che il disturbo da attacchi di panico, come ogni altro disturbo emozionale, non è qualcosa che ci si può diagnosticare o curare da soli. Uno psicoterapeuta o uno psichiatra esperti sono le persone più qualificate per fare la diagnosi, così come sono gli unici professionisti qualificati per trattare questo disturbo. Queste pagine sono state pensate per rispondere alle domande più basilari riguardo il disturbo, ma se si vogliono avere delle informazioni più complete per curare gli attacchi di panico, allora occorre andare a trovare uno psicoterapeuta esperto.

lunedì 25 febbraio 2013

Introduzione

Un attacco di panico è un episodio improvviso di intensa paura che si sviluppa senza una ragione apparente e che provoca gravi reazioni fisiche. Gli attacchi di panico possono essere molto spaventosi. Quando si verifica si potrebbe pensare che si sta perdendo il controllo, ad un attacco di cuore o addirittura alla morte.
Potrebbero manifestarsi solo uno o due episodi durante la vostra vita, ma se ne soffrite frequentemente allora probabilmente si tratta di un disturbo di panico, ossia un tipo di disturbo d’ansia cronica.
Gli attacchi di panico venivano un tempo riconosciuti come nervosismo o stress, ma oggi sono ormai considerati come una reale condizione medica. Anche se possono influenzare significativamente la qualità della vita un adeguato trattamento, tra cui i farmaci, la psicoterapia e le tecniche di rilassamento per aiutare a prevenire o a controllare gli attacchi di panico, potrebbe essere molto efficace.

Cause

Non si conoscono con certezza le cause degli attacchi e dei disturbi di panico. Possono però incidere su di essi i seguenti fattori:
  • Genetica
  • Stress
  • Alcune modifiche nel funzionamento di determinate parti del cervello
Alcune ricerche suggeriscono che la risposta naturale fight-or-flight (combatti o fuggi) del corpo al pericolo svolge un ruolo importante negli attacchi di panico. Ad esempio, se un orso grizzly vi corresse dietro, il vostro corpo reagirebbe istintivamente. La frequenza cardiaca e la respirazione potrebbero accelerare preparando il corpo ad una situazione di pericolo per la vita. Molte delle stesse reazioni si verificano in un attacco di panico, ma non si comprende il motivo per il quale gli attacchi di panico si verificano anche quando non sono presenti evidenti situazioni di pericolo.

Fattori di rischio

E ‘difficile individuare quante persone abbiano attacchi o disturbo di panico a causa di problemi di diagnosi, ma si stima che tra i 2 e i 6 milioni di americani presentino disturbi di panico. I sintomi spesso si manifestano o nella tarda adolescenza o intorno ai 30 anni e vengono diagnosticati più spesso alle donne che agli uomini. Molte persone hanno solo uno o due attacchi di panico durante la loro vita e il problema scompare probabilmente nel momento in cui finisce la situazione stressante che li ha provocati.
Tra i fattori che possono aumentare il rischio di sviluppare attacchi o disturbo di panico rientrano:
  • Una storia familiare di attacchi di panico o disturbo di panico.
  • Una situazione di notevole stress.
  • La morte o una grave malattia di una persona cara.
  • Grandi cambiamenti nella vita, come ad esempio la nascita di un bambino.
  • Una storia d’infanzia di abusi fisici o sessuali.
  • Un evento traumatico, come un incidente od uno stupro.

Sintomi

I sintomi da attacco di panico possono essere costituiti da un aumentato battito cardiaco e dalla sensazione di avere il respiro corto, da vertigini, nausea e arrossamenti. Poichè  possono far pensare a condizioni pericolose per la vita, è importante ottenere una diagnosi ed un trattamento accurati.
Tra i sintomi da attacco di panico possono rientrare:
  • Rapido battito cardiaco
  • Sudorazione
  • Tremore
  • Mancanza di fiato
  • Iperventilazione
  • Brividi
  • Vampate di calore
  • Nausea
  • Crampi addominali
  • Dolore toracico
  • Mal di testa
  • Vertigini
  • Debolezza
  • Gola che stringe
  • Difficoltà a deglutire
  • Un senso di morte imminente
Si possono presentare pochi o molti di questi sintomi, di solito gli attacchi di panico iniziano di colpo, senza preavviso; raggiungono il loro picco entro 10 minuti e durano circa mezz’ora, ma sono comunque molto variabili. Possono durare anche delle ore o, in rare occasioni, fino ad un giorno intero. Ci si può sentire stanchi e logori dopo che un attacco di panico si è placato. Uno degli aspetti peggiori è la paura intensa di avere un altro attacco.
Se gli attacchi di panico sono frequenti si può avere una condizione chiamata disturbo di panico: gli episodi possono interferire notevolmente con la propria esistenza, potendo anche mettere in pericolo la vita di se stessi e degli altri.
Possono colpire in qualsiasi momento senza preavviso: mentre si guida, al centro commerciale, durante il sonno o nel bel mezzo di una riunione d’affari. Si potrebbe temere così tanto un attacco di panico da evitare situazioni in cui essi possono verificarsi, si potrebbe anche avere difficoltà a lasciare la propria casa (agorafobia), non sentendosi al sicuro in nessun altro posto.

Pericoli

Se non trattati gli attacchi e i disturbi di panico possono portare a gravi complicanze che colpiscono quasi ogni ambito della vostra vita. Si possono temere a tal punto gli episodi da vivere in un costante stato di paura, rovinando la qualità della vita.
Le complicazioni che possono causare o essere associate agli attacchi di panico comprendono:
  • Sviluppo di fobie specifiche, come la paura di guidare o di uscire di casa.
  • Tendenza ad evitare situazioni sociali.
  • Problemi al lavoro o a scuola.
  • Depressione.
  • Aumento del rischio di suicidio o di pensieri suicidari.
  • Abuso di sostanze stupefacenti o di alcool.
  • Problemi finanziari.

Diagnosi

Per poter ottenere una diagnosi per i vostri sintomi è probabile vi sottoporrete a diversi esami e prove. Il medico o un altro fornitore di assistenza sanitaria determinerà poi se si tratta o meno di attacchi o disturbi di panico o di altri problemi, ad esempio al cuore o alla tiroide, i cui sintomi sono simili a quelli dei disturbi di panico.
Tra i vari test ed esami possono rientrare:
  • Esame fisico. Esso può includere la misurazione del peso e dell’altezza, il controllo dei segni vitali come la frequenza cardiaca, la pressione arteriosa e la temperatura, l’ascolto al cuore e ai polmoni e l’esame addominale
  • Test di laboratorio. Essi possono includere un esame emocromocitometrico completo (CBC), nonché prove della tiroide ed altri esami del sangue. Si possono anche sostenere degli esami al cuore, come un elettrocardiogramma per determinare il buon funzionamento.
  • Valutazione psicologica. Un medico oppure uno specialista di salute mentale vi farà domande sui vostri sintomi, ad esempio i dolori o i fastidi che avvertite, quanto spesso e quando si verificano e per quanto tempo essi si manifestano. Vi potranno chiedere se state vivendo situazioni di particolare stress, se avete paure o preoccupazioni, problemi relazionali o altre questioni che possono incidere sulla vostra vita quotidiana. Vi potrà essere chiesto di riempire dei questionari di autovalutazione psicologica. E vi potranno domandare se fate abuso di alcool o sostanze stupefacenti.
Non tutti coloro che hanno attacchi di panico hanno un grave disturbo: affinchè venga diagnosticato un disturbo di panico si devono rispettare i criteri enunciati nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM). Questo manuale è pubblicato dall’ American Psychiatric Association ed è utilizzata dagli specialisti di salute mentale negli Stati Uniti per diagnosticare le condizioni mentali.
I criteri diagnostici per il disturbo di panico sono:
  • Avere frequenti ed inaspettati attacchi di panico.
  • Preoccuparsi di avere un altro attacco di panico o di perdere il controllo.
  • Evitare situazioni che si pensa possano scatenare un attacco di panico.
  • Gli attacchi di panico non sono causati da abuso di sostanze stupefacenti o da altre condizioni di salute mentale, come la fobia sociale e l’agorafobia
Se si soffre di attacchi di panico in maniera occasionale si può ancora trarre beneficio dal trattamento. Se gli attacchi di panico non sono trattati possono peggiorare e trasformarsi in disturbo di panico o altre fobie.

Cura e terapia

Il trattamento per gli attacchi e i disturbi di panico è di norma molto efficace: l’obiettivo è quello di eliminare tutti i sintomi legati agli episodi. Con una cura corretta molte persone sono finalmente in grado di riprendere le attività quotidiane. Le principali opzioni di trattamento per gli attacchi di panico sono i farmaci e la psicoterapia ed entrambi possono essere ugualmente efficaci.

Farmaci

I farmaci possono aiutare a ridurre i sintomi associati agli attacchi di panico, così come la depressione, se questo problema sussiste. Molti tipi di farmaci si sono dimostrati efficaci nell’alleviare i sintomi di attacchi di panico, tra cui:
  • SSRI. Questi farmaci appartengono alla classe di antidepressivi chiamati inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina. Poiché sono generalmente sicuri ed hanno un basso rischio di provocare seri effetti collaterali, gli SSRI sono generalmente raccomandati come prima scelta nelle opzioni di farmaci per il trattamento degli attacchi di panico. Essi comprendono: Citalopram (Seropram®), Escitalopram (Cipralex®), fluoxetina (Prozac®), Paroxetina (Sereupin®) e sertralina (Zoloft®).
  • SNRI. Questi farmaci appartengono alla classe di antidepressivi chiamati inibitori della ricaptazione della noradrenalina e della serotonina. Essi comprendono: duloxetina (Cymbalta®) e venlafaxina (Efexor®).
  • TCA. Questi farmaci appartengono alla classe di antidepressivi chiamati antidepressivi triciclici. Nonostante la loro efficacia, essi presentano un rischio di gravi effetti collaterali, come problemi di cuore e di elevato zucchero nel sangue. Essi comprendono: desipramina (Nortimil®), imipramina (Tofranil®) e nortriptilina (Noritren®).
  • Benzodiazpine. Questi farmaci sono dei lievi sedativi. Essi appartengono al gruppo di farmaci chiamati deprimenti del sistema nervoso centrale. Possono portare assuefazione (cioè causano dipendenza mentale o fisica), soprattutto se assunti per lungo tempo o ad alte dosi. Tra essi rientrano: alprazolam (Xanax®), clonazepam (Rivotril®) e lorazepam (Tavor®, Control®).
  • IMAO. Questi farmaci appartengono alla classe di antidepressivi chiamati inibitori delle monoaminossidasi. Poichè possono causare effetti collaterali pericolosi per la vita e siccome richiedono rigorose restrizioni dietetiche, essi non vengono più comunemente prescritti.
Se un farmaco non risulta molto efficace il medico può raccomandare il passaggio ad un altro o anche la combinazione di determinati farmaci per aumentare la loro efficacia. E’ importante tener presente che possono essere necessarie diverse settimane dopo l’assunzione di un farmaco prima di cominciare a notare un miglioramento nella sintomatologia. Tutti i farmaci presentano un rischio di effetti collaterali e alcuni di essi non sono raccomandabili in determinate situazioni, come la gravidanza. Per sentirsi sicuri è bene parlare con il medico circa i possibili effetti collaterali e rischi.

Psicoterapia

La psicoterapia può aiutare a capire la cause di attacchi e disturbi di panico e ad individuare il modo per affrontarli. Il principale tipo di psicoterapia utilizzato per il trattamento è la terapia cognitivo-comportamentale. E’ raccomandabile seguire la terapia con uno psichiatra o uno psicologo con esperienza nel trattamento del disturbo di panico.
La terapia cognitivo-comportamentale può aiutare a modificare quegli schemi del pensiero (cognitivo), che attivano le paure e gli attacchi di panico. Può anche aiutare a cambiare il modo di reagire (comportamento) a situazioni di ansia o di paura. Durante le sedute terapeutiche imparerete a riconoscere quali sono i fattori che scatenano gli attacchi di panico o che possono peggiorarli, ad esempio dei pensieri o delle situazioni specifiche. Imparerete anche i modi per affrontare l’ansia ed i sintomi fisici associati agli attacchi di panico. Questi possono includere la respirazione e tecniche di rilassamento.
Inoltre, lavorando con cura con il terapeuta, è possibile ricreare i sintomi di attacchi di panico nella sicurezza del proprio ufficio. Questo è un passo importante in quanto consente di imparare a controllare e padroneggiare i sintomi in modo che non continuino ad essere una fonte di paura intensa. In questo modo potrete anche superare la paura di trovarvi in certe situazioni che potreste essere portati ad evitare, come ad esempio in centri commerciali affollati o alla guida di un auto.
Quando comincia il trattamento il terapeuta potrebbe suggerirvi degli incontri settimanali. E’ possibile cominciare a vedere i primi miglioramenti nei sintomi di attacco di panico nel corso di alcune settimane e spesso i sintomi scompaiono nel giro di qualche mese.
Appena i sintomi cominciano a migliorare, una terapia di mantenimento con incontri effettuati una volta al mese può fare in modo che gli attacchi di panico rimangano sotto controllo. E’ possibile infine interrompere la terapia quando i sintomi scompaiono completamente, cosa che può avvenire più o meno nel giro di un anno, tuttavia i sintomi di attacco di panico a volte ritornano. In tal caso cercate un trattamento immediato, se possibile, e assicuratevi di riuscire a gestire eventuali situazioni di stress.

Stile di vita

Se è vero che gli attacchi e i disturbi di panico possono beneficiare di un trattamento professionale, non è escluso che possiate gestirne i sintomi da soli. Ecco alcuni suggerimenti di auto-cura e per uno stile di vita migliore:
  • Rimanete fedeli al vostro piano di trattamento. Affrontare le paure può essere difficile, ma il trattamento può aiutare a sentirvi come se non foste un ostaggio in casa propria.
  • Partecipate a un gruppo di sostegno per le persone con attacchi o disturbi d’ansia in modo che sia possibile confrontarsi con altre persone con gli stessi problemi.
  • Evitate caffeina, alcol e droghe illecite, che possono causare o peggiorare gli attacchi di panico.
  • Gestite lo stress e praticate delle tecniche di rilassamento. Meditazione e yoga possono essere una buona opzione
  • Mantenetevi fisicamente attivi, dal momento che l’attività aerobica può avere un effetto calmante sul proprio stato d’animo.
  • Dormite a sufficienza , in modo da non avvertire una sensazione di sonnolenza durante il giorno.

Prevenzione

Non esiste un modo sicuro per prevenire gli attacchi o i disturbi di panico tuttavia, il fatto di ricevere quanto prima un trattamento, può aiutare ad impedire loro di peggiorare o che diventino più frequenti. Può essere utile anche praticare delle tecniche di rilassamento e di gestione dello stress.

Quando chiamare il medico

Se si manifestano dei sintomi di attacchi di panico chiedete quanto prima un aiuto medico. Gli episodi sono difficili da gestire per conto proprio e possono peggiorare senza trattamento; poichè i sintomi di attacco di panico possono anche essere simili ad altri gravi problemi di salute, come un attacco di cuore, è importante che la situazione venga attentamente valutata dal vostro medico se non siete sicuri di cosa sia a causare questi sintomi.
In realtà molte persone raggiungono il reparto di emergenza oppure si rivolgono a numerosi medici o ospedali, temendo di avere qualche grave problema fisico non diagnosticato. Per l’attacco di panico in genere potete chiedere aiuto prima al vostro medico di base, se egli ritiene che i sintomi siano effettivamente legati ad attacchi di panico, si può fare poi riferimento ad uno psichiatra o ad uno psicologo per il trattamento.
Se siete restii a chiedere aiuto,cercate di trovare il coraggio di confidarvi con qualcuno, sia esso un amico o una persona cara, un operatore sanitario, o qualsiasi altra persona di fiducia. Essi potrebbero aiutarvi a compiere i primi passi per un trattamento di successo

Attacchi di panico - Rimedi naturali

Gli attacchi di panico sono esperienze improvvise caratterizzate da sintomi cognitivi e somatici come palpitazioni, sudorazione, tremore, nausea, vertigini, brividi e sensazione di soffocamento. Alle sensazioni fisiche si unisce la paura di perdere totalmente il controllo sui propri pensieri e sulle proprie azioni. La condizione di malessere generalizzato investe la persona bruscamente e si fa intensa nel giro di pochi minuti, trattandosi in genere di episodi brevi. Ai disturbi connessi agli attacchi di panico si associa spesso la sensazione di trovarsi all'esterno del proprio corpo e di guardarsi dall'alto; si parla in questo caso di fenomeno della depersonalizzazione. Il timore di un nuovo attacco, a seguito di prime esperienze di ansia, può generare un vortice di paura che si autoalimenta.
Fino a poco tempo fa si parlava di DAP (Disturbo da Attacco di Panico), oggi il disturbo è comunemente noto anche con il nome di ansia parossistica episodica. I dati statistici indicano che sono oltre 2 milioni gli italiani che ne soffrono. Gli attacchi di panico colpiscono in percentuali, senza rilevanti differenze, sia i maschi che le femmine, in un arco di età che varia dai 16-18 anni fino ai 55-60 anni (molto più raramente in età precoce, 11-13 anni). All'origine del disturbo c'è sia una predisposizione genetica sia una causa biologica, ovvero un difetto nel funzionamento della parte del cervello che normalmente scatena la reazione di difesa allo stress: accade quindi che il cervello stesso arrivi a segnalare un pericolo che non esiste nella realtà.

Alimentazione

L'equilibrio mentale è connesso a quello metabolico e alimentare. La dieta deve essere ricca di vitamine del gruppo B, magnesio, inositolo e triptofano: a tavola non possono quindi mancare legumi, soia, pesce persico, molluschi, gamberi, aragoste, tonno fresco. Ottimo a colazione latte intero o yogurt naturale con cereali integrali in fiocchi o chicchi, crusca d'avena. Consumare noci, nocciole, datteri essiccati. Nel cesto della frutta non devono mancare avocado, arance, pompelmo, mandarini, banane, more, melone. Bevande con caffeina e cibi industriali addizionati con additivi ostacolano l'assorbimento di sali minerali e sostanze antiossidanti.

Fitoterapia

Le cure a base di albicocche sono molto indicate contro gli attacchi di panico perché si tratta di frutti preziosi contro le astenie intellettuali. Tra i rimedi a base di erbe della medicina popolare: infusi di camomilla, aroma di basilico, tintura di avena. L'iperico (Hypericum perforatum), anche noto come “erba di San Giovanni”, è una pianta che contiene sostanze attive in grado di incrementare la produzione da parte del nostro cervello di neurotrasmettitori utili a ridurre l'ansia. Per evitare il rischio di effetti collaterali delle terapie a base di iperico, affidatevi sempre alla prescrizione medica.

Fiori di Bach

Edward Bach considerava il panico come una forma di resistenza: ci si fa ingoiare dall'ansia per sbarrare la strada al cambiamento e, così facendo, si genera uno stato di sofferenza che però non è produttiva, perché non permette di rigenerarsi.
Uno di fiori più adatti agli attacchi di panico è Rock Rose, che aiuta a non perdere l’identità del vecchio io e a conoscere se stessi senza negarsi alla realtà esterna che ci circonda. Cherry-plum consente invece di affrontare l’ignoto senza più paura di perdere il controllo su sé stessi: favorisce l’apertura della coscienza verso le parti più oscure. Infine, Star of Bethlehem, la Stella di Natale, rimuove lo shock panico subito in passato e ripara la lacerazione della scissione attraverso un nuovo pensiero di vita.

Medicina tradizionale cinese

Nelle medicina cinese le cause degli attacchi di panico vanno ricercate nel vissuto della persona attraverso l’osservazione dei tre organi maggiormente interessati in caso di stati ansiosi: Fegato, Cuore e Milza. I punti principali che vengono stimolati durante il trattamento saranno quelli che si trovano in prossimità dei meridiani associati a questi organi, come SHEN MEN, XING JIAN, FENG LONG, NEI TING, DA LING, TAI XI, XIN SHU, PI SHU, QIU XU.
Toccando questi punti si mobilizza l’energia nei vari organi e si rasserena lo Shen. La terapia cinese contro gli attacchi di panico prevede tre momenti spesso simultanei che mirano a calmare lo stato di agitazione, riequilibrare il Sistema Nervoso, controllare la sintomatologia associata, che può manifestarsi in palpitazioni, insonnia, ipertensione arteriosa.

Olii essenziali

Il repertorio terapeutico a base di essenze contro disturbi da ansia contempla olii essenziali come quello di camomilla, gelsomino, lavanda, maggiorana, geranio. Ottimo anche l’olio essenziale di salvia sclarea, pianta erbacea biennale diffusa nel bacino mediterraneo, e l’olio essenziale di issopo, che si presenta come un liquido di colore verde-giallognolo e possiede un aroma canforaceo pungente.

Omeopatia

Alcuni rimedi omeopatici utili per controllare, prevenire o superare gli attacchi di panico:
Acotinum 15 CH (5 granuli, 2-4 volte al giorno), che mitiga sensazioni intense di angoscia;
Argentum nitricum 15 CH (5 granuli, 1-3 volte al giorno), che limita ansia, frenesia, fretta di concludere;
Gelsemium sempervirens 30 CH (5 granuli  al bisogno o una monodose prima di un evento o una prova importante), che evita la reazione violenta data dal panico.

Esercizi

Che gli attacchi di panico siano dovuti a stati ansiosi, stress o dipendano direttamente da malattie organiche come l’ipertiroidismo o da altri fattori come abuso o astinenza di droghe o alcol, rivedere il proprio stile di vita e il rapporto con il proprio corpo non può che migliorare la situazione. L’attività fisica svolge un ruolo fondamentale, poiché permette all’organismo di scaricarsi e stare bene fisicamente, e conferisce autostima, sicurezza dei propri mezzi e serenità psicologica. Indipendentemente da quale attività si pratichi, il movimento incanala lo stress, educa l’ansia.